Perchè usiamo e perchè sono utili le liste di frequenza.

liste di frequenzaVoglio farvi una domanda: “quanti di voi partecipano quotidianamente a conferenze su temi filosofici, a convegni medici, oppure hanno conversazioni con amici parlando di fisica quantistica o ancora discutono con essi sulla teoria della relatività di Einstein?”

Quanti di voi conoscono e fanno uso frequente di termini tecnici, filosofici, matematici, fisici, e via discorrendo?

E sto solo parlando dell’uso delle parole nella vostra madrelingua.

Immaginate ora un turista che viene in Italia e prima di partire cerca di imparare un pò di cose.

Vocabolario alla mano, inizia a prendere parole a caso da tradurre nella propria lingua:
Pernicioso“, “Sicofante“, “Paralogismo“, “Cachessia“, “Epitalamio“, “Ottuagenario” (su su questa era facile), “Altercazione“, “Apoditticamente“… vi risparmio altre parole tanto sono certo che già le conoscete e usate abitualmente parlando con i vostri amici al bar, tra un aperitivo e una edotta disquisizione sul dribbling fatto domenica da Cristiano Ronaldo.

Pensate ora a quel turista che è appena arrivato in Italia e per le vie di Roma, per raggiungere e fotografare le monetine nella Fontana di Trevi comincia a chiedere informazioni: “Excuse me, I’m looking for…uhm…uhm…pernicioso…cach..essia…“.

Ok, fatto? Avete immaginato? Beh, non è molto diverso da quello che fanno molti di voi quando si accingono per la prima volta ad imparare il vocabolario della lingua che hanno iniziato a studiare.

Enormi perdite di tempo spese ad apprendere parole buttate lì a caso, infrequenti, che un madrelingua non userebbe mai e poi mai per poi ritrovarsi a non capire nulla di quello che dicono le persone, di ciò che scrivono sui giornali o sui libri e tanto meno riuscire a formulare sia pure la più semplice frase: “Excuse me…noio….volevam….volevàn savoir… l’indiriss….ja…“.

Non volete apparire come Totò e Peppino in “Totò, Peppino e la Malafemmina” (giusto?) quindi sarà il caso di usare le giuste strategie, il giusto metodo.

Le liste di frequenza

La cattiva notizia è che ci sono centinaia di migliaia di parole in una lingua e volendole conoscere tutte, ammesso di  essere diligenti ed impegnarci quotidianamente per otto ore al giorno, festivi inclusi, occorrerebbero degli anni.

La buona notizia è che imparando una selezione accurata di queste parole, 1000, 3000, 5000 al massimo, una persona è in grado di comprendere (e farsi comprendere) almeno l’80 percento di quello che la gente dice o scrive (per il restante 20 o meno percento il contesto del discorso basterà a farne intuire in linea di massima il significato).

Forse vi starete chiedendo: “questo tipo vuole che prendo un vocabolario di almeno un migliaio di pagine e mi metto a selezionare le parole che mi occorre imparare e poi mettermi a tradurle in inglese???

Tranquilli, niente di tutto questo!

Per ogni lingua riuscirete a trovare su internet una lista più o meno folta delle parole più
usate, pronta da imparare ed usare. Ma se non volete mettervi a fare laboriose ricerche vi dirò io tutte le indicazioni che cercate, quindi non scappate e continuate a seguirmi! 

Partiamo dalle prime cento parole più frequenti nell’inglese americano.

Se sei agli inizi ti sarà senz’altro utile conoscere questa prima selezione di parole inglesi (ma anche se già le conosci non dare per scontato che le sai usare). Sono le cento parole più frequenti nell’inglese americano ma anche nell’inglese in generale, che sia britannico, australiano, canadese, indiano (l’inglese è lingua ufficiale in moltissimi Stati nel mondo).

In questo articolo ti ispiego il modo giusto per impararle, ti parlo delle parole che sono più usate assieme ad esse (“Collocates“) e altro ancora.

Per oggi non mi resta che salutarvi…

I’ll see you soon.

Paolo.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome